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domenica 10 febbraio 2008

Playlist settimanale (03.02 - 09.02)

Et voilà, ritorna la playlista che tanto (?) aspettavate; poche ma interessanti novità che vado subito a descrivervi. Enjoy!












Penguin Cafe Orchestra - Penguin Cafe Orchestra [EG 1981]

Proseguo con il secondo capitolo della Penguin Cafe Orchestra, ed è ancora magia pura. Di nuovo le coordinate sono le più disparate, dal folk al jazz alla classica per dare vita ad una musica da camera fatta di associazioni libere, di immagini da sogno, di momenti di gioia totale.
Eh sì, perchè rispetto al già bellissimo esordio qui la musica della Penguin Cafe Orchestra si arricchisce di una dimensione giocosa e solare del tutto unica.

Voto: 8,4/10

Genere: chamber music












The Boo Radleys - Wake Up! [Creation 1995]

I Boo Radleys partono da un sound tipicamente shoegaze o dreampop, per poi avvicinarsi sempre più ad un pop-rock più diretto e pulito. Wake Up! rappresenta il più riuscito tentativo di questa seconda fase.
A partire dal singolo "Wake Up, Boo!" la ricetta dei Boo Radleys appare chiara: un rock-pop solare, intelligente, ben suonato e arricchito da superbi arrangiamenti di fiati.
Un ascolto in un certo senso molto disimpegnato, ma santiddio, ci vuole pure questo!

Voto: 7,2/10

Genere: rock-pop












Chavez - Ride the Fader [Matador 1996]

Davvero incredibile questo disco. I Chavez riescono nel magico intento di fondere gli incastri math-rock con una spiccatissima sensibilità melodica, liberando il genere da quel didascalismo che in certe sue forme si porta appresso - relegandosi a pane per i soli appassionati, tipo me.
In sostanza quello che abbiamo qui sono pezzi rock inusuali, con patchworks di chitarra originalissimi e tempi spesso complessi, e tuttavia miracolosamente immediati e fruibili.

Voto: 8,0/10

Genere: math-rock, post-hardcore

domenica 23 settembre 2007

Playlist settimanale (16.09 - 22.09)











Ride - Carnival of Light [Creation 1994 - Ignition 2001 ]

Diverso dal precedente (bellissimo) "Going Blank Again", diversissimo dal primo (capolavoro) "Nowhere".
L'ammorbidimento del sound, accompagnato ad un'inclinazione verso la maggior fruibilità, già caratterizzante Going Blank Again rispetto al debutto, è qui nettamente accentuato.
Il risultato è una serie di canzoni pop-rock con melodie certo spesso ricercate, e comunque di livello buono quando non ottimo, ma quasi del tutto prive della carica e del sognante pathos dei dischi precedenti.
Personalmente mi piace molto, ci sono dei pezzi stupendi (ma pure alcuni assai trascurabili), e se, con qualche sforzo, sorvolo sull'importanza di un esordio come Nowhere gli posso pure affibbiare un bel 7-.

Genere: shoegaze











The Divine Comedy - Victory For The Comic Muse [Emi International 2006]

Che Neil Hannon fosse dotato di un raro talento e di una personalissima sensibilità nello scrivere canzoni me n'ero già accorto, innamorandomi di quel magnifico "Absent Friends" uscito nel 2004. E questo "Victory For The Comic Muse" non delude affatto.
La prima, scanzonata, "To Die A Virgin", dà la misura della grande capacità di Hannon di comporre musica "da camera" molto ricercata e allo stesso tempo orecchiabile, abbinata a dei testi "colti", ben scritti e immaginifici. "If there's a war, I'll sleep with you before you get killed", recita una voce di ragazzina prima che inizi il pezzo ... "I don't want to ... Die a virgin" controbatte Hannon nel ritornello.
Altri episodi di rilievo - fra i tanti - sono "Mother Dear" e soprattutto "A Lady of a Certain Age", su un'anziana aristocratica inglese e i ricordi della sua gioventù trascorsa "From London to New York, Cap Ferrat to Capri, In perfume by Chanel and clothes by Givenchy".
Davvero ispirato.

Genere: chamber pop

7,5/10











Ahleuchatistas - Even in the Midst.. [Cuneiform 2007]

Ed ecco l'ultima fatica del trio math-rock-avanguardistico di Asheville, North Carolina, USA.
Che dire, si notano subito delle differenze coi precedenti lavori. Innanzitutto - ebbene sì - delle aperture melodiche, che per quanto non preponderanti danno un'impronta significativa ai pezzi.
Per il resto il disco non si allontana sostanzialmente da quanto fatto finora, intrecci basso-chitarra-batteria complicatissimi, al punto che vien da chiedersi come facciano ad andare a tempo l'uno con gli altri in alcuni casi. Francamente devo ancora decidere se la nuova direzione intrapresa, per quanto appena accennata, sia un bene o un male, anche perché l'impressione che ho è appunto che non si siano spinti in là fino in fondo, e le parti "melodiche" in questo risultano forse leggermente convenzionali.
Mi farò un'opinione più precisa con gli ascolti; comunque, per ora, promosso.

Genere: math-rock

7/10

domenica 16 settembre 2007

Playlist settimanale (09.09 - 15.09)











Hella - There's No 666 In Outer Space [Ipecac 2007]

Non c'è una direzione precisa nella musica degli Hella, così come non c'è un recinto che delimita il tutto. Partiti nel 2001 come duo tra il Free-Noise alla Lighning Bolt e il Math-Rock, arrivano ad oggi con una formazione allargata e un disco certamente ambizioso. Leggendo qua e là a fianco del loro nome vedo sempre comparire "Mars Volta" o "Primus". E ci stanno entrambi, i primi nella conformazione e "mood" dei pezzi, che gli Hella però rendono ben più schizofrenici e più convulsi (la sezione ritmica di questo gruppo fa semplicemente paura), mentre i secondi vengono in mente sostanzialmente ascoltando il cantato di Aaron Ross.
Insomma un gran miscuglio di stili e idee inseriti in un contesto esecutivo rigoroso, come in ogni gruppo Math-Rock che si rispetti, senza tralasciare un'attitudine punk e strafottente.
There's no 666 in Outer Space è un disco all'apparenza, e forse non solo a quella, caotico e di difficile assimilazione.
Ma ce ne fossero di più di dischi del genere.

Genere: math-rock

7,0/10











Gang of Four - Entertainment! [EMI, 1979]

Entertainment è una pietra miliare, un capolavoro del Post-Punk. Un album fortemente connotato dal punto di vista politico, sfrontatamente schierato contro il music business, e forse anche per questo portatore di una carica innovativa che sarà di ispirazione per decine di gruppi (fra cui anche certi Red Hot Chili Peppers).

Genere: post-punk

8,5/10











Nomeansno - Dance Of The Headless Bourgeoisie [Alternative Tentacles 1998]

I Nomeansno sono un altro gruppo storico del Post-Punk, i cui tratti distintivi sono la complessità degli arrangiamenti, l'influenza jazz soprattutto nelle ritmiche, e una spiccata attitudine teatrale/sarcastica nei cantati e nei testi. A coronare il tutto una carica e una tecnica esecutiva fuori dal comune.
Questo disco è una splendida summa di tutte queste caratteristiche.

Genere: post-punk

7,5/10











Ahleuchatistas - What You Will [Cuneiform 2006]

Questo si riconferma come uno dei dischi più potenti usciti nel 2006, e nonostante si tratti di una proposta relegata alla quasi totale invisibilità non smetterò mai di elogiarlo e diffonderlo; per maggiori dettagli rimando alla recensione.

Genere: math-rock

venerdì 17 agosto 2007

Turing Machine - Zwei [Frenchkiss 2004]

Una macchina di Turing è una macchina formale, cioè un sistema formale che può descriversi come un meccanismo ideale, ma in linea di principio realizzabile concretamente, che può trovarsi in stati ben determinati, opera su stringhe in base a regole ben precise e costituisce un modello di calcolo. (da wikipedia)

Dopo questa esemplificativa premessa posso dire che questo disco è stato una vera folgorazione. Ancora math-rock (ma niente a che vedere con gli Ahleuchatistas là sotto), ancora partiture studiate a tavolino, incastri ritmici and so on. Certo detto così sembra freddo che più freddo non si può, e invece manco a dirlo ho scoperto che spesso è tutto il contrario. Come in questo caso.
I Turing Machine propongono pezzi strumentali, di lunghezza media piuttosto elevata, in cui è fortemente percepibile da una parte il richiamo al Kraut Rock di NEU! e compagnia bella, per la lunghezza dei pezzi e la loro ciclicità, e dall’altra parte il gusto appunto per i giochi ritmici, una concezione della musica che sembra quasi ludica, un giocare con essa e con le sue regole.
Tuttavia i Turing Machine confezionano dei pezzi di grande impatto, ritmatissimi, melodici, addirittura tremendamente ballabili. Il ritmo che si ripete, e lentamente evolve, dopo qualche minuto diventa una sorta di vortice ipnotico, un magma ribollente che cattura ogni percezione dell'ascoltatore trascinandolo verso uno stato di assoluta fusione con la musica.
La formazione è a tre, chitarra, basso e batteria, e il missaggio contribuisce in maniera cruciale alla resa del tutto: ogni strumento ha uno spazio tutto suo, in cui si muove e si fa sentire in tutta libertà. Anche se a fare la parte del leone sono proprio basso e batteria, miscelati in modo da creare un groove irresistibile.
Visti i "confini" in cui si muove questo tipo di musica, sembra paradossale a dirsi, ma sono convinto che almeno un paio di questi pezzi su un dancefloor ricettivo sarebbero delle vere e proprie bombe.

Fatevi un favore e ascoltateli.

Voto: 7,5/10

Tracklist

1. (Dr. R. Von) Poodles
2. Bleach It Black
3. Bitte, Baby, Bitte
4. Don't Mind If I Don't
5. Whodu Wudo
6. Synchronicity III
7. Rock. Paper. Rock.

Collegamenti:

http://www.turingmachinemusic.com/

http://www.frenchkissrecords.com/bands_turingMachine.html


venerdì 20 luglio 2007

Un cd al giorno ... (Ahleuchatistas - What You Will)

Settimana di arrivi discografici questa.
E' ormai un'usanza che, quando ho deciso che è passato abbastanza tempo, compia dei raid sul fidatissimo play.com e mi ordini 6-7-10 cd, per la gioia di mia madre che ogni due-tre giorni per le settimane seguenti (spediscono separatamente) vede arrivare sti pacchettini e mi guarda di traverso.
Bene, oggi mi è arrivato un cd che attendevo con particolare impazienza.

Loro sono gli Ahleuchatistas, e il disco, del 2006, è "What You Will".
L'ascoltatore medio e anche quello meno medio a sto punto diranno "ma che c***o ascolta questo"? E un pò hanno ragione eheheeh.
Ma che fanno dunque gli Ahleuchatistas, oltre ad avere un nome di difficile pronuncia?
Il genere è Math Rock, loro sono in tre, chitarra, basso e batteria, e propongono composizioni strumentali.
Ma mentre il Math Rock generalmente fa venire in mente composizioni molto ordinate, rigorose per quanto complicate (vedi Don Caballero o Battles), qua la storia è un pò diversa: lo studio e la perizia esecutiva ci sono eccome, i poliritmi pure, ma c'è una rabbia quasi convulsiva a guidare il tutto.
Una sorta di caos ordinato, di ordine caotico, come lo vogliate definire; basso e batteria impazzano in continue accelerazioni e rallentamenti, pause e ripartenze senza apparente nesso logico, mentre la chitarra tesse sul tutto trame frammentate e compulsive.
La melodia o la frase riconoscibile sono merce rara in una proposta come questa. E allora perchè uno dovrebbe ascoltarli?
Semplice, perchè spaccano il culo.

Tracklist:
  1. Remember Rumsfeld at Abu Ghraib
  2. Shell in Ogoniland
  3. Maybe Orange
  4. Unfolding
  5. Sherman's March (versione live liberamente scaricabile)
  6. Sometimes There's A Buggy
  7. If, Whenever
  8. Ho Chi Minh Is Gonna Win!
  9. Before The Law
  10. I Used To Be Just Like You, But Now I Am Just Like Me
  11. Now, Now is Then (versione live liberamente scaricabile)
  12. Last Spark From God
  13. What Are You Gonna Do?
  14. You Know My Family
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